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Home Ricerca@UNIMC Visione Interdisciplinarietà Polo 1 - Salute, cambiamento demografico e benessere

Polo 1 - Salute, cambiamento demografico e benessere

Linee strategiche di ricerca

1. Corso della vita, processi d'invecchiamento e culture dell'invecchiare: analisi longitudinale dei meccanismi multifattoriali
Referente: prof. Sebastiano Porcu, sebastiano.porcu@unimc.it

La finalità generale è quella di introdurre, anche in Italia, l'approccio del corso della vita per lo studio dei processi d'invecchiamento che caratterizzano gli anziani in una prospettiva longitudinale in grado di cogliere le dinamiche che interconnettono tra loro i diversi fattori multidimensionali che operano durante l'arco di vita, con particolare riguardo al ruolo delle diverse “culture dell'invecchiare” sui processi d'invecchiamento e sulla salute dell'anziano.
Obiettivi specifici:
a) la messa a punto di un modello esplicativo longitudinale in grado di analizzare il ruolo che le diverse dimensioni (biologica, psicologica, sociale, culturale, economica ed ecologica) ed i relativi fattori svolgono nella definizione dei meccanismi multifattoriali che operano nell'ambito del corso della vita sulla base dellereciproche dinamiche di interconnessione, al fine di render conto dei diversi livelli di longevità e, in particolare, di quella sana e libera da disabilità;
b) l'individuazione delle diverse “culture dell'invecchiare” che caratterizzano le traiettorie biografiche così rilevate nel corso della vita, con particolare riguardo all'analisi longitudinale dell'operare dei diversi meccanismi multifattoriali in precedenza definiti; la puntualizzazione delle indicazioni e dei suggerimenti che dairisultati della ricerca potranno scaturire per le politiche sociali e sanitarie, in particolare nei confronti della condizione anziana e delle problematiche della long term care.

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2. Parità di condizioni nelle cure mediche e tutela dei gruppi vulnerabili
Referente: prof.ssa Laura Vagni, laura.vagni@unimc.it

Le diverse condizioni di salute e le disuguaglianze dei cittadini nell’accesso alle cure mediche costituiscono una delle sfide maggiori che il nostro mondo globalizzato deve affrontare. La comunicazione della Commissione Europea “Solidarietà in materia di salute: riduzione delle disuguaglianze sanitarie nell’UE” [com (2009) 567 final] evidenzia che la realizzazione di una equa distribuzione delle risorse sanitarie e delle cure mediche tra i cittadini europei costituisce un elemento essenziale per lo sviluppo socio-economico dell’Europa. Infatti, mentre le condizioni nell’UE sono nel complesso migliorate negli ultimi decenni, le disuguaglianze con riguardo allo stato di salute e alla possibilità di accesso alle cure mediche, che si riscontrano tra la parte della popolazione in migliori condizioni economiche e quella più svantaggiata, continuano ad aumentare. Questo fenomeno produce un divario sociale ed economico tra diverse fasce della popolazione, frenando la crescita europea nel complesso. Le principali cause delle disuguaglianze sanitarie sono costituite da fattori socio-economici, che spesso precludono l’accesso alle cure da parte dei cittadini o il regolare svolgersi della terapia. Tra questi fattori si possono evidenziare l’educazione, le condizioni di vita e l’inclusione sociale dei cittadini nelle comunità, il lavoro, ma anche l’organizzazione e il finanziamento del sistema sanitario. In questo contesto, l’appartenenza ad una minoranza (si pensi alla popolazione Rom, agli emigrati, ai pazienti che soffrono di malattie stigmatizzanti) spesso costituisce un elemento di ulteriore emarginazione.

I ricercatori dell’Università di Macerata da tempo effettuano studi sull’impatto di questi fattori economici e sociali in materia di disuguaglianze sanitarie e sviluppano progetti di ricerca, in linea con gli obiettivi di Horizon 2020, volti alla protezione, in questo ambito, dei cittadini più svantaggiati e delle minoranze etniche.

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3. Una giustizia sociale per il Ventunesimo secolo. Diritti individuali e responsabilità pubbliche verso un nuovo modello di Welfare State.
Referente: prof.ssa Benedetta Barbisan, benedetta.barbisan@unimc.it

Lo Stato sociale è l’organizzazione attraverso la quale gli Stati democratici nel Ventesimo secolo hanno promosso la protezione del benessere dei loro cittadini attraverso la parità di condizioni nelle opportunità, nell’equa distribuzione della ricchezza e nella responsabilità pubblica. L’implementazione dei programmi dello Stato sociale, che generalmente dispongono di risorse corrispondenti a un quinto del PIL (secondo gli economisti, una nazione può essere considerate Stato sociale quando almeno il 20% del suo PIL è destinato alla salute, all’istruzione e all’invecchiamento), è riuscita a far diminuire il tasso di povertà in modo considerevole nella maggior parte di paesi. Dopo la Grande Recessione del 2008 e l’austerità richiesta dale Istituzioni europee, in particolare in alcuni paesi sembra essere cambiato il ruolo dei Governi nell’erogazione dei servizi di welfare, mettendo in discussione l’accessibilità, l’efficienza, la tassazione e la regolazione dei benefici dello Stato sociale per come lo conosciamo. Il percorso di ricerca promosso dall’Università di Macerata intenderebbe indagare attraverso diverse prospettive come la relazione fra diritti individuali e responsabilità pubbliche sia e possa cambiare in modo da realizzare un modello di Stato sociale adeguato, derivante dale trasformazioni storiche conseguenti all’influenza dei mercati finanziari globalizzati, alla crisi degli Stati nazionali, ai cambiamenti demografici, all'immigrazione.


Referenti per il Polo:

- Benedetta Barbisan: benedetta.barbisan@unimc.it

- Sebastiano Porcu: sebastiano.porcu@unimc.it

- Laura Vagni: laura.vagni@unimc.it

 

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